Ehrlichiosi nel cane: prevenzione, trattamenti e cure

L’ehrlichiosi nel cane è provocata da un’agente eziologico Rickettsia Erhrlichia Canis, un batterio Gram-negativo.

Questa infezione è trasmessa dalla zecca bruna del cane (Rhipicephalus sanguineus) che è sia il vettore sia il principale serbatoio di E. canis e che trasmette la malattia attraverso il pasto di sangue sull’ospite, che viene contaminato tramite le secrezioni salivari della zecca; il periodo di incubazione varia da 7 a 21 giorni.

Una volta infettato il cane può presentare 3 diverse fasi cliniche: acuta, subclinica e cronica, anche se molto spesso è difficile riuscire clinicamente a differenziarle.

La fase acuta è presente nelle aree enzootiche e dura circa 2-4 settimane; si presenta con segni clinici aspecifici quali apatia, letargia, ipertermia, perdita di peso, depressione, disturbi emorragici primari, ingrossamento dei linfonodi e splenomegalia.

La trombocitopenia per distruzione periferica delle piastrine (è il riscontro ematologico più presente) ed anemia (rigenerativa e non).

In tale fase clinica test diagnostici possono dare esito negativo poiché la reazione anticorpale necessita di 1-2 settimane per raggiungere livelli significativi.

La fase subclinica segue la fase acuta della malattia ed è asintomatica; la sua durata non può essere determinata poiché dipende dalle condizioni dello stato immunitario del soggetto colpito: infatti in seguito a stimoli stressanti o trattamenti immunodepressivi evolve nella fase cronica.

La fase cronica è caratterizzata da iperplasia linfonodale, pancitopenia e iperglobulinemia; fino ad arrivare nei casi più gravi a manifestazioni cliniche come alterazioni della coagulazione, epistassi, dimagrimento, pallore delle mucose, splenomegalia, edema degli arti, insufficienza renale e deficit neurologici centrali.

Diagnosi di Ehrlichiosi canina

La diagnosi di Ehrlichiosi canina si basa di solito sulla evidenziazione dei segni clinici presenti e sull’utilizzo di test diagnostici specifici, possibili da effettuare anche a livello ambulatoriale.

Per quanto riguarda la terapia per E. canis è necessario utilizzare un’ appropriata antibiotico terapia per almeno 2-3 settimane e controllare poi il titolo anticorpale per verificare se tale trattamento e la sua durata sono stati sufficienti ad eliminare totalmente l’agente infettivo.

Bisogna però considerare che in alcuni casi (soprattutto nelle forme croniche) il titolo anticorpale può permanere elevato per alcuni mesi anche dopo un opportuno trattamento medico e che quindi per valutare l’efficacia della terapia si devono necessariamente valutare anche le condizioni cliniche del cane da parte del veterinario e non dei proprietari che spesso vista la rapida risoluzione delle manifestazioni cliniche interrompono troppo presto la terapia e favoriscono così la sua recidiva.

Nei casi più gravi si deve instaurare una fluidoterapia endovenosa come trattamento di sostegno e somministrare corticosteroidi in caso di disturbi immunomediati.

Bisogna comunque dire che la risposta da parte dell’animale alla terapia (se effettuata in maniera appropriata) è marcata e rapida ad eccezione delle forme croniche molto gravi in cui invece è spesso minima.

Molto importante è la prevenzione della malattia che si esegue attraverso l’utilizzo di antiparassitari contro le zecche e con controlli sierologici periodici, importanti soprattutto per scoprire i portatori asintomatici che rappresentano una forma di contagio permanente.

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